martedì 4 marzo 2014

Wolverine - L'immortale



Ciao Mondo sono il Dottor Zero e come sempre vi do il benvenuto nella "Zona ai confini del Fantastico".

Dunque oggi abbiamo "Wolverine - L'Immortale" e prima d'iniziare con l'usuale discussione sulla pellicola volevo fare un paio di premesse.

Anonimo Troll: "Oh no! Le infinite e lunghissime premesse, no ti prego!"

Ok Anonimo Troll sarò breve.
La prima cosa che mi premeva di dire è:
  • questo articolo non conterrà spoiler e dunque chiunque si approcci alla lettura di questo mio scritto non si troverà spiegoni sulla trama;

La seconda cosa è:
  • non conosco Wolverine.
    Con questo voglio dire che non conosco il personaggio dal punto di vista fumettistico (almeno quello ufficiale), bensì lo conosco solo dal punto di vista cinematografico.

Dunque il mio articolo verterà sull'analizzare il film dal punto di vista "cinecomics", piuttosto che su quello della trasposizione.
La naturale conseguenza di ciò è che non troverete frasi del tipo "e ma nel fumetto non era così" ecc......
Concluse le premesse possiamo analizzare la trama:

Dopo gli eventi narrati in "X-men: Conflitto finale", Logan abbandona il nome di Wolverine e si dedica alla vita solitaria fra le montagne.
Ogni notte il suo sonno è disturbato dagli incubi in cui una sua vecchia "fiamma" (letteralmente) lo tormenta.
Logan è sempre più affranto per la sua condizione di "immortale" e soffre tutti i sintomi di quello che sembra essere un disturbo post traumatico.
Durante una di queste notti da incubo, Logan ha un sogno nel sogno (oppure un flashback onirico) in cui (non si sa bene per quale motivo) lui si trova in Giappone e salva la vita a un giovane soldato giapponese.
Il mattino seguente, dopo aver assistito alla banda più cliché di cacciatori "redneck" della zona, l'ex mustelide da provetto canadese diventa "un agente della forestale" e va a portare giustizia in onore di un povero orso avvelenato.
Mentre sta per sforacchiare il cacciatore con i suoi inossidabili artigli di adamantio, spunta fuori per fermarlo una giovane giapponese dai capelli rosso fuoco.
La tipa orientale è Yukio e lavora per un certo Yashida, il quale vorrebbe ringraziarlo per averlo salvato molti anni orsono.
Logan, dopo una diatriba sull'onore, il disonore, il cercare una morte onorevole e la concezione morale/spirituale dell'essere un soldato/samurai, decide di acconsentire al viaggio in Giappone per incontrare il pover’uomo ormai in fin di vita.
Ok il tono è quello serio e drammatico. ma personalmente mi sono ritrovato a sogghignare ripensando a "Svitati".
L'incipit del ritrovare "il soldato salvatore" è simile.........ma anche no.

Sì, lo so.
Sono scemo, perdonatemi.
Comunque Logan arriva nel paese natio di Godzilla e dopo una sessione di lavaggio è pronto a incontrare l'anziano, non prima però di aver gettato lunghissime occhiate a Mariko (la nipote interessante di Yashida) e a una bella biondona.
L'anziano morente ringrazia Logan per averlo salvato e gli "fa un'offerta che non potrà rifiutare", ovvero il dono della mortalità.
Al che qualcuno potrebbe dire.....
Anonimo Troll: "Ma che cavolata è questa? E’ troppo bello essere immortali".
In realtà no.
Provate a vivere per sempre mentre attorno a voi i vostri amici, la vostra famiglia, i vostri cari si spengono lentamente come candele.
Seriamente parlando essere immortali non è una bella roba, provate a pensare a come tante vite attorno a voi si spezzano, mentre pian piano voi rimanete soli.
Ogni essere umano teme la morte, perché dopo la morte c'è l'incertezza e l'oblio, ma non è solo la paura della morte è anche la paura di essere dimenticati, di essere solo un nome o un ricordo per qualcuno, ma sopratutto è la paura di rimanere soli.
Ok non è di sicuro una tematica nuova, in fin dei conti altri personaggi hanno affrontato questo "stress da immortali".
Basti citare per esempio Connor MacLeod ("Highlander"), o Il Dottore (“Doctor Who”) e Louis de Pointe du Lac ("Intervista col vampiro") oppure Edward Cullen, ma in "Wolverine - L'immortaleè comunque interessante e ben narrata.
Comunque il nostro "Ghiottone" preferito rifiuta l'offerta anche se sembra titubante al riguardo, ma promette di difendere la nipote Mariko.
Il vecchio schiatta e Logan si presenta al funerale assieme a Mariko, ma improvvisamente un manipolo di mafiosi della Yakuza rapisce l'interessante fanciulla e il "mustelide" canadese deve di nuovo sfoderare gli artigli.
Qualcosa però non va, sembra infatti che non riesca più a rigenerare le ferite.
Che cosa sta succedendo a Logan?
Per scoprirlo non vi resterà che guardare "Wolverine - L'ultimo samurai", no cioè volevo dire "Wolverine - L'immortale".

Ora veniamo alle mie considerazioni personali.

Dopo "X-men Conflitto Finale" sembrava essere calata la pietra tombale sulla "vecchia" trilogia sugli Uomini X, sopratutto per la morte di numerosi personaggi importanti, oltre che a un nuovo inizio con il prequel "X-Men L'inizio".
Con questo capitolo si riaprono invece le "vecchie" danze e per capirlo dovrete aspettare la scena durante i titoli di coda (non perdetevela!).
Comunque dopo il miserevole "X-Men le origini: Wolverine" quello con Sabretooth che non era Sabretooth e con Deadpool che non era Deadpool......
IO VI TROVERÒ' E MANGERÒ DEI TACOS SUI VOSTRI CADAVERI!
Maledetti produttori!' 
..... James Mangold oltre a una serie di travagliate questioni produttive, porta sugli schermi "Wolverine - L'immortale" e il risultato è decisamente interessante.
"Wolverine - L'immortale" è un cinecomic atipico.
Gran parte dell'attenzione in questa pellicola è posta al personaggio principale, lasciando da parte l'azione funambolica e ipertrofica che aveva caratterizzato i capitoli precedenti.
E' una decisione sicuramente strana, quasi rivoluzionaria nella sua semplicità che rende questa pellicola concretamente fuori dalla norma.
Devo dire che quest’approccio al genere mi è piaciuto, è qualcosa di diverso dal solito e nel complesso ben realizzato.
Il personaggio di Logan o per meglio dire Wolverine in questa pellicola diventa una sorta di ronin, in altre parole un samurai senza padrone, un rinnegato.
NON LUI!
Per certi versi questa caratterizzazione del personaggio mi ha portato alla mente lo splendido fumetto "Wolverine Noir", in cui trovavamo un Logan a metà strada fra un detective privato e un samurai metropolitano/suburbano.
Durante la visione del film si nota una ricerca tecnica per quanto riguarda lo stile della fotografia e della regia, il regista e il direttore della fotografia hanno voluto riprodurre l'estetica dei film orientali, usando però una visione più vicina a quella occidentale/americana dei film orientali.
Questa ricerca stilistica si nota sopratutto nella prima parte e nelle scene che si svolgono in un villaggio giapponese innevato.
Lo stile come già detto è simile a quello orientale, ma si nota di come in realtà la pellicola mantenga uno stile prevalentemente americano, anche se diverso dagli standard del genere.
Gli effetti speciali sono ridotti all'osso, come del resto le scene d'azione e quindi potremmo assistere a combattimenti corpo a corpo ma sopratutto ad arma bianca, piuttosto che a esplosioni colossali e macchine che saltano per aria.
Ho trovato interessante l'idea di rendere Wolverine prima di tutto debole dal punto di vista psicologico e poi su quello fisico, rendendolo un personaggio "tridimensionale" dalla psicologia intrigante.
La tematica dell'immortalità quale maledizione, nonostante non sia originale, è comunque trattata in maniera egregia, ma ha un ruolo minore rispetto alla lotta contro i "demoni" interiori di Logan.
Logan è assoluto protagonista della pellicola, difatti quasi tutti gli altri personaggi sono simili a piccoli satelliti che orbitano attorno a lui e dunque ai fini della trama la loro presenza non ci tange molto.
Questa è una scelta di sceneggiatura coraggiosa, che però rende taluni personaggi a tratti poco caratterizzati.
Fra i personaggi che risentono di questo "oscuramento" da "occhio di bue" sono sopratutto i cattivi, nel complesso poco carismatici e per la verità poco presenti nella pellicola.
Anche Makoto ha un ruolo a tratti marginale nella storia e la sua personalità ne risente. All'inizio è trattata come la classica "principessa ingenua da salvare", poi diventa la bella che calma la bestia e alla fine ritorna a essere la "principessa ingenua da salvare".
Comunque ,grazie al suo intervento Wolverine affronta i propri sensi di colpa e "matura" a livello emotivo, lanciandosi in una storia d'amore normale.
In definitiva "Wolverine - L'immortale" è un film interessante, decisamente diverso dagli standard del genere, in cui c'è una buona introspezione psicologica del personaggio e delle tematiche, che pur non essendo originali, vengono trattate con rispetto.
Un cinecomic decisamente strano, molto probabilmente non piacerà ai "aficionados" del fumetto che potrebbero non trovare accettabili alcune scelte stilistiche.
Quindi nel complesso "Wolverine - L'immortale" è una pellicola singolare, girata quasi per stravolgere i canoni del genere, a tratti rivoluzionaria e nel complesso ben confezionata.
Purtroppo puntare la lente d'ingrandimento su Logan ha portato a una semplificazione dei personaggi secondari, primi fra tutti i cattivi i quali non riescono a essere degli antagonisti potenti e a rivaleggiare adeguatamente contro la presenza scenica e carismatica di Wolverine.
Io ho visto la pellicola in 2-D dunque non vi so dire la qualità degli effetti speciali tridimensionali, effettivamente le scene d'azione erano davvero poche e di conseguenza dubito fortemente che il 3-D possa valorizzare in maniera significativa questa pellicola.
Il difetto più grande di questo "Wolverine - L'immortale" a parte l'assenza compulsiva di steadicam nelle scene di corsa (pratica divenuta sempre più frequente nelle recenti produzioni americane), sono proprio le scene d'azione e una storia non particolarmente complessa.
Nei precedenti film, Wolverine era una sorta di palla con gli artigli che balzava e rimbalzava tranciando tutto e tutti senza riportare il minimo graffio, qui invece no.
In questa pellicola c'è un approccio diverso, poiché l'immortalità del personaggio è diminuita e dunque assisteremo a scene in cui Logan è ferito, oppure retrocede di fronte a colpi molto forti, il che rende più realistiche le scene d'azione, ma....
Esatto, c'è un grosso ma che grava su questa pellicola come una minacciosa spada di Damocle.
Dov'è il sangue?
In questa pellicola il sangue è un assente ingiustificato.
Ci sono scene in cui il "Ghiottone" infilza con i suoi artigli le persone, stranamente però le sue vittime non sanguinano o hanno delle impercettibili ferite a malapena rossastre. 
Ovviamente potremmo parlare del fatto che questa è una pellicola rivolta anche a un pubblico minorenne e che perfino in alcuni fumetti le scene cruente erano censurate, qui però la mancanza di sangue e dunque l'idea della violenza, assieme all'idea del depotenziamento del protagonista va un po' a farsi benedire.
Per concludere "Wolverine - L'immortale" è qualcosa di atipico nel genere dei cinecomics, ovviamente non è privo di difetti.
Primo fra tutti una trama non particolarmente complessa o articolata e secondo dei nemici che non sono abbastanza competitivi, nel complesso l'ho trovato un prodotto interessante nonostante le evidenti carenze.
Ciao Mondo.

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