mercoledì 12 febbraio 2014

Pontypool



Ciao Mondo, sono L'Internauta Digitale e ben trovati di nuovo qui su "La Zona ai confini del Fantastico".
A voi non è mai capitato di trovare qualcosa, qualcosa di cui non conoscevate minimamente l'esistenza e che per uno strano sentimento di mistero (e non intendo la trasmissione televisiva), vi costringete a vedere cosa caspio è?
Ebbene ho provato questo sentimento abbastanza recentemente, con il ritrovamento del film qui descritto.
Provate a immaginare la reazione che ebbi quando i miei occhi si posarono sulla copertina sanguinolenta e lessi le parole "uno dei migliori 25 zombie movies di tutti i tempi".
La mia faccia durante la fase di lettura era veramente perplessa, anzi molto perplessa, oserei dire quasi dubbiosa.
"uno dei migliori 25 zombie movies di tutti i tempi"?
Sul serio?
Come mai io che con gli zombie movies faccio colazione assieme a pane latte e Romero non ne sapevo niente?
La cosa puzzava d’imbroglio/truffa, ma la curiosità era troppa e "Pontypool" ora mi fissa dalla sovraffollata videoteca personale.
Apro la confezione e mi ritrovo il DVD con stampata questa foto:

COMINCIAMO BENE!
E se già la mia faccia era abbastanza perplessa, cominciai in quel momento a ridere in maniera isterica, mentre la mia mente fra sé e sé pensava: "Complimenti Internauta ti sei fatto infinocchiare un'altra volta, come quella volta che hai comprato un film dell'Asylum".
La mano tremante avvia il lettore DVD, all'interno il disco impresso dalla foto dello scream king del film (almeno pensavo fosse tale e mi preoccupavo della mancanza di una "ragazza interessante" in copertina) ruota vorticosamente.
Scosso e timoroso mi adagiai nel confortevole divano, pronto all'orrida visione.
Tempo nemmeno dieci minuti e il film mi aveva già catturato e ogni preoccupazione se ne era andata via. 


La trama evitando assolutamente spoiler vede come protagonista Grant Mazzy, un cowboy dalla lingua pungente che parla alla radio di una piccola cittadina del Canada, conosciuta con il nome di Pontypool.
Grant è uno showman che pur di avere pubblico parla senza freni di qualunque argomento, stuzzicando con frecciatine gli ascoltatori.
Nella modesta stazione radiofonica vi sono anche: 
  • Sidney Briar, la produttrice che cerca sempre di frenare Grant per non avere problemi;
  • L'interessante assistente Lauren, complice del carismatico oratore radiofonico;
La giornata alla radio sembra scorrere in maniera assolutamente normale, ovvero con Grant che spruzza veleno su tutto e tutti, ma qualcosa turba la quiete della piccola cittadina di Pontypool.
Cominciano ad arrivare alla radio notizie e testimonianze criptiche su un terribile incidente avvenuto in città e su di una folla di persone indisciplinate.

FUGGITE PRIMA CHE DIVORINO I VOSTRI CERVELLI!

Grant assieme alle sue due assistenti cerca di capire cosa diamine succede, ma è difficile scoprire qualcosa dato che sono "rinchiusi" in una stazione radio.
Le testimonianze frammentarie sembrano indicare qualcosa di assolutamente irreale e Grant pensa che sia tutto uno scherzo, ma ben presto scoprirà che in realtà sta accadendo un evento senza pari.

Con la trama mi fermo qui per non rovinarvi troppo la sorpresa e passiamo dunque alle mie considerazioni personali.
"Pontypool" per la prima parte del film mi ha ricordato la trasmissione della "Guerra dei Mondi" di Orson Welles, però all'incontrario.
Per chi non sa di cosa sto parlando, nel lontano 1938 fu trasmessa alla radio la trasposizione del noto romanzo "La guerra dei mondi" a cura di Orson Welles.
Il pubblico americano andò in panico pensando che l'invasione descritta alla radio fosse vera e la trasmissione divenne un vero e proprio caso mediatico.
Ebbene questo "Pontypool" per certi aspetti mi ha ricordato quella vicenda, solo che questa volta il protagonista non è il pubblico bensì lo speaker radiofonico.
Tutta la pellicola praticamente è ambientata dentro le quattro mura della stazione radio e fa della tensione la sua colonna portante.
Rendere interessante e coinvolgente un film in cui fondamentalmente non si vede nulla o comunque il fulcro della vicenda non è inquadrato è difficile, anzi molto difficile.
Quindi dobbiamo dare il merito a questa pellicola di essere riuscita (in parte) a escludere la componente visiva della storia, a favore di una narrazione "esterna".
Per più della metà del film il meccanismo di mistero funziona egregiamente, grazie alla recitazione dei tre protagonisti e grazie alle centellinate informazioni dall'esterno che fanno crescere di molto il livello di tensione.
"Pontypool" è davvero un film particolare, uno zombie movie fuori dal comune che nella prima parte mi ha appassionato e mi ha tenuto ancorato alla sedia interessato sullo svolgimento della vicenda.
La struttura comincia però a cedere ironicamente quando conosciamo quasi completamente la natura dell' "incidente", che doveva invece essere il culmine della pellicola.
Se fin prima il film ci aveva abituato a informazioni vaghe, poco chiare e misteriose in merito a quello che stava accadendo, generando così una palpabile tensione e un'attenta curiosità, più o meno dopo il secondo tempo invece il meccanismo s'inceppa con un esagerato bombardamento d'informazioni.
Un fottio d'informazioni che dovrebbero spiegare la minaccia, ma che dato il loro numero e la loro natura da "scienza da quattro soldi" crea diverse questioni irrisolte.
Fra domande senza risposta o con risposte equivoche, molteplici colpi di scena in conflitto uno con l'altro e situazioni mai spiegate completamente, il secondo tempo ha provocato in me una grande confusione, più che una grande tensione.
Di certo non volevo una pellicola che mi prendesse per mano e mi spiegasse tutto, semplicemente avrei preferito un film con una tensione costante dall'inizio alla fine, senza così tante spiegazioni che non sono spiegazioni.
Insomma "Pontypool" è certamente una pellicola particolare, diversa dal solito standard di zombie movie, ma che secondo me è riuscita a metà.
La conclusione del film non risolve tutte le varie teorie avanzate durante lo svolgimento, generando una colossale confusione, di certo non aiutata dall'enigmatico finale dopo i titoli di coda.
Forse sono io che sono abituato ai vecchi e cari zombie movie di una volta e il mio cervello non è abbastanza allenato da poter stare dietro a cotanta "innovazione" (in fin dei conti la struttura di "Pontypool" non è dissimile da quella di un film d'assedio), ma penso che una maggiore attenzione alla tensione, piuttosto che alla risoluzione (per altro non risolutiva) a tutti i costi della vicenda avrebbe di certo giovato al film.
Ciao Mondo.

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