mercoledì 19 febbraio 2014

Pacific Rim


Ciao Mondo, io sono il Dottor Zero e come sempre benvenuti su "La Zona ai confini del Fantastico".
"Pacific Rimla nuova fatica cinematografica di Guillermo del Toro è uscita nelle sale e mi sono ovviamente precipitato a vederla.
Diciamo fin da subito che avevo delle aspettative molto alte per quanto riguarda il film, in fin dei conti Guillermo era da un po' che non si faceva vedere in giro in qualità di regista e poi diciamoci la verità, come si poteva mancare di vedere un film sui robottoni?
Non si poteva!
Della trama parlerò brevemente perché non voglio rovinarvi assolutamente nulla e mi dilungherò un po' sulle mie considerazioni personali e sugli aspetti tecnici della pellicola.

Sinossi dell'opera = Cattivissimi e giganteschi mostri alieni acquatici vogliono (inserire musica drammatica) distruggere l'umanità, ma a prenderli a pugni ci pensano dei giganteschi robottoni.
FINE!

Questo è tutto quello che vi posso dire della trama, perché diciamolo fin da subito:
la sceneggiatura è il punto debole di questa pellicola.

Anonimo Lettore: "Embè che ti aspettavi da un film di f*ttutti robottoni contro f*ttuti mostri?"

E' dunque necessario spiegare fin da subito perché la sceneggiatura e di conseguenza la storia sono la parte debole del film.
Partiamo dal fatto che la trama è molto basilare, ci sono i cattivi (i mostri) che si comportano da cattivi, abbiamo poi i buoni (i piloti) che si comportano da buoni, non c'è dunque un vero e proprio intreccio narrativo.
I protagonisti non sono il massimo dell'empatia, c'è un minimo background emotivo e psicologico tanto per non renderli dei semplici piloti di robottoni, ma per il resto non sono molto carismatici.
Forse una maggiore introspezione psicologica e magari qualche sessione di DRIFT/allenamento/addestramento in più non avrebbero fatto male alla pellicola.
A parte Stacker e i piloti di Striker Eureka il resto dei personaggi secondari sono meri orpelli visivi o soprammobili di scena e d'arredo.
La sottotrama dello scienziato, per quanto lo spunto sia interessante, apre delle questioni che però non vengono risolte o vengono risolte troppo velocemente, perché "NON C'E' TEMPO DI SPIEGARE!".
Sì "NON C'E' TEMPO DI SPIEGARE!".
Lo chiamo così, è una sorta di topos tipico dei film d'azione in cui una situazione viene risolta con un breve dialogo e con una rocambolesca scena d'azione.
Oltre ai personaggi un po' stereotipati ci sono un paio di momenti della storia troppo forzati.
Infatti capiteranno molto spesso dei cambi repentini d'umore e di decisioni, perché "NON C'E' TEMPO DI SPIEGARE!".
Per esempio (ATTENZIONE ESTREMA LICENZA POETICA):
Pilota: "Non salirò mai più su un robottone! MAI PIU'!"
Maggiore: "Vuoi morire su un robottone o morire da pezzente?"
Pilota: "Ok, salirò su un robottone"
Qualcuno a questo punto potrebbe pensare "Ma allora Pacific Rim è un brutto film?".
La risposta rapida è NO!
Ok la trama non è il massimo dell'originalità, ma la colpa è decisamente delle citazioni.
Le citazioni sono il lato bello e contemporaneamente il lato brutto della pellicola.
Durante la visione del film si noteranno una marea di riferimenti vari a:
  • manga/anime sui robottoni;
  • Kaiju Eiga (Godzilla & friends);

La presenza massiccia di citazioni allieta la visione, sopratutto se si ha una "cultura" nel genere trattato, ma dall'altra parte sembrano limitare fortemente la trama.
Ok Guillermo del Toro a te piacciono i robottoni e i mostri giganti e si vede.
Per carità ti sono piaciuti "Robot Jox" e "Evangelion", come del resto si vede la tua passione per i Kaiju Eiga, dunque le citazioni sono dovute e necessarie, ma ecco se oltre alle citazioni imbastivi un po' di tempo anche nella trama principale, nessuno avrebbe avuto da criticare.
Per carità il film mi è piaciuto ma con riserva, devo dire che mi aspettavo di più.
Ok abbiamo parlato del punto debole ovvero il lato narrativo ma qual è il punto forte di "Pacific Rim"?
TUTTO IL RESTO!
Tecnicamente il film è girato divinamente, la regia di Guillermo del Toro esalta i dettagli tecnici dei robottoni e ci regala molte inquadrature dal basso per esaltare le ciclopiche altezze dei mostroni.
Il 3-D per una volta è funzionale ed esteticamente possente, non è quello "posticcio" infatti le scene notturne si vedono bene e sono di grande impatto.
Si nota una ricerca di stile non solo formale ma anche visiva, con grande cura per quanto riguarda le ambientazioni e le strutture, oltre che all'estetica dei robottoni.
Il film presenta una colonna sonora possente che usa toni epici e sonorità orchestrali, che per certi versi richiamano quelle di Hans Zimmer con l'aggiunta di certi inserti elettronici tipici degli anni 80.
I robottoni e i mostri e in generale gli effetti speciali sono veramente magnifici, i combattimenti sono dannatamente titanici, ogni colpo è seguito da uno scossone che devasta e cambia l'ambiente circostante.
Insomma, si ha proprio la sensazione che tonnellate di metallo si scontrino contro tonnellate di carne.
Il montaggio è funzionale ed esalta le scene d'azione con sequenze adrenaliniche da togliere il fiato.
Non mi pronuncio sulla recitazione, dovrò vedere il film in lingua originale per valutare l'interpretazione degli attori, anche se non so perché Charlie Hunnam (Raleigh Becket) mi da l'aria di avere la stessa capacità recitativa di un comodino.
Dunque per concludere "Pacific Rim" al momento si attesta come miglior film (in live action e sottolineo in live action) sui robottoni superando di gran lunga "Robot Jox" e il tristissimo "Transformers", ma come detto prima forse una maggiore attenzione alla trama piuttosto che alle citazioni avrebbe di fatto reso la pellicola molto più di un "giganteschi robottoni prendono a pugni giganteschi mostri".
Come sempre Ciao Mondo.

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