sabato 15 febbraio 2014

Monsters


Ciao Mondo, benvenuti a "La Zona ai confini del Fantastico".
Io sono il Dottor Zero e come ben sapete (se non lo sapete, sappiatelo!) io adoro il cinema di classe B.
Insomma amo la fantascienza, i monster movie degli anni '50, oltre al cinema di genere e mi dispiace dirlo, perché di solito non uso queste espressioni verbali ma "Monsters" è un film paraculo.
Sì, PARACULO!
L'ho detto.
PARACULO!
Mi dispiace per la rozzezza delle parole, ma è il sunto perfetto del mio pensiero a riguardo di questa pellicola.
Partiamo da un fatto, il genere monster movie e nello specifico per monster movie intendo i film con i mostroni giganti, è morto, defunto e in stato di putrefazione.
I monster movie degli anni '50 pur nella loro ingenuità erano dei capolavori di tecnica e di effetti speciali, inoltre con la tematica dei mostri si cercava di parlare dei problemi della società di quel periodo, tendenzialmente facendo riflettere il pubblico con una morale finale.
La maggior parte dei monster movie dell'epoca erano un pretesto per costruire un discorso sulla Guerra Fredda e sui pericoli dell'energia atomica, erano pellicole ben diverse dai recenti monster movie dove si vedono solo mostri che calpestano case/persone/macchine a caso, senza una storia o senza una morale.
Per quanto alcuni possano dire che le morali siano populiste o demagogiche, o scontate, io ho sempre apprezzato questo tipo di "intrattenimento/insegnamento".
Perfino "Avatar" che mostrava l'ennesimo messaggio "fate l'amore e non la guerra/mettete i fiori nei vostri cannoni", a me personalmente è piaciuto, proprio per questa morale di fondo.
Preferisco 100 volte di più un film anche con una morale abusata o scontata, piuttosto di un film privo di morale.
Arriviamo a un secondo fatto, ovvero "Monsters" è meglio di "Cloverfield".
Ok, ci vuole davvero poco per essere meglio di "Cloverfield", ma vedremo di come le due pellicole non siano poi così distanti l'una dall'altra.
"Cloverfield" è l'anti cinema, è il vuoto cosmico, il nulla assoluto, non ci sono regia e montaggio.
"Cloverfield" non è un film.
"Monsters" è un film a tratti, a volte c'è a volte non c'è.
Ma andiamo con ordine, per prima cosa partiamo dalla trama:

Innanzitutto faccio i complimenti allo sceneggiatore per la fantasia.
Perché (sul serio) è la prima volta che vedo un film diretto nel 2010 che tratta di un’INVASIONE ALIENA.
Praticamente la Nasa scopre che esiste la vita nell'universo, lanciano così una sonda per investigare.
Dopo anni il satellite torna sulla Terra schiantandosi nel Messico, contagiando la zona con dei microorganismi alieni.
A questo punto io mi sarei immaginato uno scenario apocalittico, persone che scappano e che vivono nel degrado indossando maschere anti gas, mostroni alieni giganti che distruggono case ecc.....
Le premesse poste in questa maniera, nonostante l'idea non originale, potevano essere quantomeno interessanti ma "Monsters" non è così.
In giro per la rete esistono molte interviste fatte a Gareth Edwards (il regista), una fra le più esilaranti ha come titolo "Come fare un monster movie con pochissimi soldi".
Perché è questa la cosa fondamentale di "Monsters", non la trama, non gli effetti speciali, non la regia, bensì il pregio di essere costato poco.
Mi dispiace dirlo ancora una volta ma "Monsters" è un film paraculo.
"Come fare un monster movie con pochissimi soldi"?
La soluzione di Gareth Edwards è semplice: NON MOSTRARE I MOSTRI!
Sul serio?
In una pellicola che si chiama "Monsters"......
appartenente al genere dei monster movie......
vediamo solo quattro volte i mostri.........
4 volte in 93 minuti!
4 volte!
4!
4!
4

Inoltre le scene con i mostri sono confuse, buie, tre delle quali girate di notte e con pochissima illuminazione e il massimo che possiamo vedere sono dei tentacoli. 
Dunque per me gli alieni potrebbero essere dei polipi giganti, oppure Cthulhu o i tripodi marziani.
NON NE HO LA MINIMA IDEA!
Non fatevi ingannare, in realtà lui è un POLPO! (musica drammatica)

E arriviamo al punto (mi dispiace ripeterlo) paraculo del film.
Praticamente la trama ruota attorno a questo fotografo che cerca di scattare la foto del secolo, il suo abbiente capo l’ha spedito in Messico per recuperare la bella figlia ribelle, entrambi dovranno attraversare la zona contaminata per ritornare a casa.
Qual è il punto paraculo del film?

L'idea che voleva trasmettere il film era che gli esseri umani sono i veri mostri e che i mostri in realtà sono un pretesto per parlare di questioni sociali/etiche/morali ecc....
Il problema è che l'idea sarebbe anche intelligente o interessante, ma è sviluppata male/malissimo/da schifo.
Vuoi mostrare l'umanità come un mostro?
Allora mostrami il degrado, la povertà, la pazzia, mostrami bambini che uccidono, mostrami militari che sparano ai civili, mostrami ladri e razziatori, hai una bella ragazza come protagonista allora falla stuprare, hai il ragazzo innocente fallo diventare un assassino ecc....
So già che qualcuno si starà alterando per quel "falla stuprare", quello che voglio dire è che per veicolare un messaggio forte tu mi devi mostrare qualcosa di forte.
Prendiamo per esempio "Full Metal Jacket".
La morale di fondo di quel film è "la guerra è brutta", ok la pellicola di Stanley Kubrick mi mostra militari americani addestrati per divenire macchine assassine prive di sentimenti, mi mostra la situazione di degrado e di abbandono che le truppe affrontano sul campo di battaglia, mi mostra il fallimento dell'addestramento e per fare ciò non dosa mai il messaggio, non filtra o censura o castra le immagini.
Il film ti deve far sentire in colpa, ti deve far riflettere su quello che vedi.
Tu in qualità di spettatore sei un complice omertoso e passivo, vedere scene in cui la violenza è usata a scopo narratologico, serve per farti prendere coscienza di determinati atteggiamenti o di determinati messaggi.
Esistono proprio per questo i film d'exploitation.
Ok, molti film d'exploitation usano la violenza in maniera scenica (violenza gratuita) non attribuendole un valore narratologico, molti di essi sono stati fatti per sconvolgere il pubblico, alcuni perfino per scopi commerciali o per inserire scene di nudo a caso, ma ci sono film d'exploitation che ti fanno sentire male.
Prendiamo per esempio "Salò o le 120 giornate di Sodoma".
In questa pellicola di Pasolini vi è una scena in cui i gerarchi osservano le sevizie operate nei confronti di alcuni giovani sovversivi.
Noi assieme a loro assistiamo alle violenze da una posizione lontana ed è qui il messaggio forte che ti arriva come un cazzotto nello stomaco, il messaggio che noi spettatori siamo come i gerarchi.
Distaccati, osserviamo da lontano le violenze senza muovere un dito per fermarle, anche noi siamo complici della violenza e dell'orrore.
Il sentimento (salvo che non siate feticisti o avete altre perversioni) che deve provare lo spettatore è quello dello schifo, il pubblico DEVE sentirsi in colpa per quello che sta guardando.
Quindi se tu regista e in questo caso sceneggiatore vuoi farmi riflettere, devi farmi sentire in colpa.
E invece "Monsters" non osa mai, non mi mostra mai l'umanità come il male assoluto.
Nella pellicola ci sono solo due/tre umani che si comportano male, ma sono solo dei bastardi, non li definirei mostri e quindi la morale dell' "Umanità fa schifo" non ci viene mai mostrata efficacemente.
Anzi, questa "morale" sembra proprio inserita solo per compensare il vuoto di sceneggiatura che permea questa pellicola.
Il fatto che poi questi tizi si comportino da bastardi è un semplice pretesto per allungare il brodo, perché "Monsters" è un brodo.
"Monsters" è una pellicola in cui non succede nulla.
Nessun intreccio, nessuna introspezione psicologica.
Nulla.
Non si vede niente.
Direi quasi che "Monsters" è il NULLA, ma in realtà non è vero.
Ok, l'idea di mostrare l'umanità come il vero mostro è interessante, anche se il film non la riesce a esprimere.
La regia per la maggior parte del tempo è anonima e si vede solo in una scena (che non vi spoilero), per il resto "Monsters" è il VUOTO.
Davvero non succede nulla, non si vede nulla, non ci sono intrecci, sconvolgimenti emotivi/sociali/etici, è un film paraculo.
E' un film fatto con quattro soldi, che vuole nascondere le sue mancanze a livello tecnico e narrativo facendo "l'intellettuale" o "il radical chic", mentre in realtà è solo il VUOTO.
Il problema è che questo film viene lodato a destra e a manca, ok ognuno è liberissimo di avere le sue opinioni e i suoi gusti, ma davvero ora il VUOTO deve essere considerato capolavoro?
Davvero solo perché quattro produttori (e sopratutto sottolineo produttori) lo esaltano, allora questo è un film bellissimo?
Davvero siamo arrivati al punto di lodare una pellicola solo perché è costata poco? Davvero dobbiamo dare la colpa al budget se la storia e le idee non sono sviluppate pienamente?
Gente, se davvero siamo arrivati al punto di dire che una pellicola è bella perché è costata poco, allora siamo arrivati alla morte del cinema.
Perché se pellicole come "Paranormal Activity", "Cloverfield" e compagnia bella sono dei capolavori solo per il fattore budget, io me ritorno molto volentieri negli anni 50 e non sto dannatamente scherzando.
Volete un capolavoro a basso budget?
"Primer", guardatevelo!
E poi vorrebbero far dirigere a Gareth Edwards il nuovo Godzilla americano, io direi: MA ANCHE NO!
Ciao Mondo.

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