giovedì 6 febbraio 2014

Il segnato


Ciao Mondo, sono il Dottor Zero e come potete vedere oggi voglio parlare di "Il segnato".
Partiamo subito facendo gli applausi al Grande Impero del Male (altre-sì conosciuto come le "case di distribuzione"), perché potremmo definire questa scelta del titolo come una truffa ai danni degli spettatori/consumatori.
Infatti il titolo "Il segnato" è solamente un barbatrucco per nascondere e attirare quanta più gente possibile al cinema, per vedere il "nuovo" capitolo di "Paranormal Activity".
"Nuovo" fra virgolette perché si parla comunque di uno spin-off e perché realmente non porta nulla di nuovo nel genere.
Quindi con "Il segnato" ci troviamo di fronte al solito P.O.V senza né arte né parte.
Chi mi conosce sa cosa penso di questo genere, ormai prolifico e che sempre più sta distruggendo la concezione artistica della Settima Arte.
Questo sarà uno di quei articoli non particolarmente amati, perché discuteremo su cosa è arte e cosa no, su cosa è il Cinema (con la C maiuscola) e ciò che non lo è.
L'arte è un concetto astratto e ognuno di noi ha una propria idea di cosa sia l'arte, per me l'arte cinematografica è la regia e in secondo piano (ma non di secondaria importanza) il montaggio.
Sono cresciuto culturalmente guardando "Fuori orario, Cose (mai) viste" e grazie al programma di Enrico Ghezzi ho cominciato a cercare e reperire pellicole di ogni genere.
L'amore per la regia credo sia nato con la visione di "Quarto potere", pellicola ultra mega conosciuta e assoluto capolavoro tecnico di Orson Welles, quindi capirete che la mia concezione di regia è molto classica, molto vicina a quella della Hollywood anni 40/50.
Avrete di certo già compreso perché non apprezzi particolarmente il P.O.V.
Anzi lo detesto.
Lo odio non solo dal punto di vista "grammaticale"/visivo, ma anche per quello che ideologicamente sta scatenando nel mondo della produzione cinematografica.
Per chi in questi ultimi anni è rimasto segregato all'interno di un bunker anti atomico e non ha la minima idea di cosa sia il P.O.V, lo spiego in breve.
Il P.O.V è quel "genere" "cinematografico" che vuole e pretende di azzerare ogni possibile cifra stilistica nella regia e nel montaggio.
Le pellicole P.O.V come dice la sigla sono "Point of view", ovvero film girati con telecamere o videocamere o telefonini di ultima generazione, attraverso inquadrature soggettive e a mano libera che vogliono annullare  la cosiddetta sospensione del dubbio, cancellando ogni possibile virtuosismo artistico/tecnico della regia.
Il P.O.V aborra i movimenti di macchina quali espressione di linguaggio cinematografico e abbraccia invece una "regia" fatta di zoom selvaggi e movimenti bruschi, tipici delle produzioni amatoriali.
Lo scopo del P.O.V è di far credere allo spettatore che il film che sta guardando è reale e non un'opera di fantasia.
Il problema principale di questo genere è proprio quello che riguarda la distruzione delle regole "grammaticali" del linguaggio cinematografico.
Il voler a tutti i costi portare su schermo una pellicola che di fatto non è un film, perché priva di regia e di montaggio (non inteso in senso tecnico, ma inteso in senso artistico), denota una situazione preoccupante nei meccanismi di produzione.
La cosa ancora più grave è la relativa proliferazione di questo genere, che fra i più giovani sta diventando molto popolare, portando così a un imbastardimento (scusate il termine volgarotto) del cinema.
Infatti sempre più spesso vediamo queste pellicole uscire nei cinema, ma sopratutto vediamo di come il cinema indipendente stia affondando in questi facili meccanismi.
Perché sì, fare un P.O.V è facile.
I costi di produzione sono risicatissimi, basta comprare una videocamera digitale, chiamare quattro amici, andare nel bosco e filmare (occhiolino a "Blair Witch Project").
Poi per vendere la pellicola basta qualche pubblicità, qualche trailer furbetto, qualche "tratto da una storia vera" (recitato con voce drammatica) e i guadagni sono assicurati.
Perché studiare regia quando basta tenere in mano la videocamera?
Perché studiare recitazione quando basta urlare e dire quattro boiate in croce?
Montaggio? E' quando si mettono insieme gli spezzoni, giusto?
Questo è il pensiero del giovane regista che vuole sfondare senza faticare, ma è anche il pensiero del produttore che vede nei P.O.V una miniera d'oro.
Più che la qualità intrinseca di queste pellicole, a preoccuparmi di più è il messaggio che lanciano.
Il messaggio che chiunque può fare cinema, chiunque può fare il regista, quando ci si dimentica che il cinema è Arte oltre che intrattenimento e necessita di studi e di stilemi "grammaticali".
I P.O.V sono come i barbari che hanno devastato Roma, feroci e senza regole irrompono distruggendo qualunque cosa incontrano.
Tutta questa premessa per lanciare un grido d'allarme verso il pericolo dei P.O.V, ma del film "Il segnato" non parliamo?
In realtà di questo film c'è ben poco da dire, è freddo, morto, piatto e noioso.
Non si può nemmeno dire che faccia schifo, poiché è talmente amorfo, talmente svogliato che te lo dimentichi una volta conclusi i titoli di coda.
E' esattamente uguale a tanti altri film di questo maledetto genere.
Abbiamo il solito primo tempo che dovrebbe accumulare tensione, ma in realtà in cui non succede nulla.
Abbiamo poi il classico campionario di persone che se ne stanno in piedi a fissare la telecamera con lo sguardo perso nel vuoto, come se fosse una cosa spaventosa.....

PAURA?

......... abbiamo i buchi di sceneggiatura grandi come una casa, gli scary jump che li percepisci arrivare 50 minuti prima di posteggiare la macchina nel parcheggio del cinema, la metà del secondo tempo ricco di tempi morti, l'epilogo "adrenalinico" che dopo un'ora e passa di noia e piattezza assoluta sembra davvero qualcosa di dinamico (ma anche no), le scenette "comiche" e le scenette che sono comiche anche se non dovrebbero esserlo.
Insomma, sembra che quando qualcuno voglia fare un P.O.V vi sia una sorta di canovaccio, in cui basta cambiare qualcosina e alla fine hai il tuo bel film pronto e già fatto.
Non sto nemmeno qui a parlarvi della trama, perché non si può prendere seriamente un film in cui le uova "benedette" vengono usate in un esorcismo, in cui si mette appositamente la videocamera in una posizione tattica e si fa "recitare" una ragazza dalle "incredibili" capacità "attoriali"/mammarie, in cui si professa l'omertà e si preferisce dipingere i criminali del quartiere come "bravi ragazzi".
Ma sopratutto non si può parlare seriamente di questo film, senza ripensare all'orribile e stupidissimo finale.
Non riesco a descriverlo questo "Il segnato", è talmente piatto e talmente vuoto che rimani perfino a bocca aperta dopo la fine dei titoli di coda.
Una volta concluso rimani lì, stupito, atterrito e confuso, chiedendoti se tutte quelle immagini che hai visto fossero reali o delle semplici ombre sul telo di proiezione.
Non ho la forza di parlare di questo film!
Se poi possiamo definirlo tale, dato che non ha le caratteristiche di un lungometraggio.
"Il segnato" è senz'anima, scialbo, spossante nella sua pigrizia e nella sua negligenza.
E' palesemente un prodotto di puro marketing, fatto con lo "stampino" di tanti altri P.O.V e che vuole, tramite una campagna pubblicitaria furbetta accalappiare più allocchi possibili e fare più incassi di quanto dovuto.
La cosa tragicomica è che questo film è costato 5 milioni di dollari.
5 MILIONI DI DOLLARI!
5 MILIONI DI DOLLARI!
Io non ho la minima idea di chi si sia intascato questi soldi, dove li hanno spesi?
5 MILIONI DI DOLLARI!
Immagino che gran parte sia andato via per organizzare il catering a base di caviale, aragoste e champagne per tutta la troupe.
Peraltro i titoli di coda sono chilometrici, quante diamine di persone hanno lavorato a questa pellicola?
Ma sopratutto, dov'erano durante le riprese?
Molto probabilmente presso i tavoli a sbocconcellarsi la polpa di granchio o a provare i tramezzini di pesce spada.
Veramente io mi chiedo se questo è il futuro del cinema, questa veloce e degradante discesa verso l'imbarbarimento del linguaggio cinematografico, verso il nulla cosmico e verso la commercializzazione estrema della stupidità.
So che ho parlato pochissimo di "Il segnato", ma davvero non c'è nulla da dire al riguardo, perché "Il segnato" come tante altre pellicole di questo genere è il NULLA e quindi fuggite, non guardatelo, non noleggiatelo, non compratelo, non scaricatelo, non pagate il biglietto, FUGGITE!
GUARDATE ALTRO!
La cosa che fa ancora più tristezza è il pubblico.
Il pubblico che apprezza queste pellicole, anche loro stanno diventando dei "barbari", dediti a ingurgitare pop corn e bere bicchieroni di bibite gassate, spernacchiando e ridendo degli squallidi film che guardano.
E quando sentirò uno di questi "barbari" dire "e ma i film vecchi sono brutti", oppure "il bianco e nero fa schifo", o anche "i piano sequenza sono noiosi" o magari "Paranormal Activity è un capolavoro", allora sarà arrivato il momento per me di dirigermi verso il cimitero e piangere sulla tomba del Cinema.
Ciao Mondo.

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