martedì 17 dicembre 2013

Lo Hobbit - La desolazione di Smaug


Ciao Mondo sono il Dottor Zero e benvenuti ancora una volta nella "Zona ai confini del Fantastico".
Ultimamente mi sto guardando con piacere su Rai 4 una serie televisiva fantasy, nella fattispecie "The legend of Zelda the Seeker", altresì conosciuto come "La spada della Verità".

"La spada della Verità" è un fantasy dallo stampo molto classico, ricco di stereotipi e cliché, ma comunque abbastanza godibile per alcuni aspetti interessanti.


Sì, vabbè come faccio a parlare di cose serie se poi Gigi m’inserisce queste immagini?
Comunque a parte gli stereotipi riguardanti le "armature" ("molto protettive") femminili, la storia di "La spada della Verità" è abbastanza tipica del genere.
Troviamo infatti il classico guerriero senza macchia, un paladino della giustizia che sconfigge il malefico tiranno e le orde del male grazie all'aiuto di un saggio e anziano mago istruttore/consigliere.
Avrete di certo notato lo stampo celtico/britannico/bretone/arturiano con tanto di potente spada magica (la Vera e Veritiera spada della Verità) al seguito.
Nonostante tutto in questo telefilm ci sono alcuni dettagli interessanti, nella fattispecie i "dilemmi morali" e il ruolo delle donne.
Tendenzialmente nei fantasy di stampo classico c'è un conflitto fra bene e male, i due schieramenti sono completamente separati l'uno dall'altro, generando il classico cliché del bianco = buono vs nero = male.
In "La spada della Verità" c'è una sottile linea di grigio.
Ci sono insomma un paio di dilemmi morali (abbastanza sempliciotti) e il confine fra bene e male non è propriamente così semplice.
E qui ci colleghiamo con il secondo aspetto interessante, ovvero i personaggi femminili.
Di solito la donna, complice la tradizione medioevale che impera nel fantasy, o è una damigella in pericolo oppure una malefica strega.
Ebbene in "La spada della Verità" le donne invece fanno il deretano a tutti.
Molto probabilmente l'autore della saga aveva qualche strana e feticistica ossessione per il sadomaso.
Infatti, molto spesso ci ritroveremo davanti a donne potenti, dominatrici e che pestano come fossero dei barbari...

Del "sano" bondage

Ma ora passiamo allo "The Hobbit (2)" e di perché alla fine della visione della suddetta pellicola ero felice e molto divertito.
Dopo puntate su puntate di "La spada delle Verità", all'ennesima deviazione dalla cerca principale in cui il Cercatore salva l'ennesimo villaggio dai cattivi, riportando speranza e giustizia e perfino salvando poveri gattini da machiavellici alberi.....

AIUTAMI CERCATORE!

.....sinceramente mi ero un po' stufato e avevo bisogno di vedere qualcosa di un po' diverso.
Grazie al cielo è uscito nei cinema "The Hobbit (2) - La desolazione di Smaug".
Finalmente un fantasy di stampo classico, ricco d'azione e avventura, senza tanti dilemmi morali e assolutamente divertente.
Ricordiamo infatti, che se "Il Signore degli Anelli" era un complesso atlante di storia geopolitica della Terra di Mezzo, con poemi/canzoni/poesie, mega guerre, tradimenti e casini vari, "Lo Hobbit" è una "favoletta" di un gruppo di nani (e un hobbit) che prendono a calci nella coda un drago.
Per inciso io adoro Tolkien, che non sia mai che qualcuno prenda a male le mie parole.
"The Hobbit - La desolazione di Smaug" era proprio quello che cercavo e volevo da un po' di tempo.
Finalmente, dopo tante seghe mentali fatte su "La spada della Verità" (n.d.a: "Lo sai Gigi che molto probabilmente in questa frase c'è un gigantesco doppio senso?"), si ritornava nella Terra di Mezzo seguendo le avventure della Compagnia Spedizione di Thorin.
Il primo capitolo mi era piaciuto assai, anche se il voler a tutti i costi allungare la storia prendendo da altri romanzi, in un primo tempo mi aveva fatto storcere un po' il naso.
Non sto dicendo che non fosse una bella pellicola, più che altro ogni tanto si avvertiva la sensazione di un allungamento forzato.
Comunque basta baggianate e passiamo a parlare della pellicola e nella fattispecie della trama (ovviamente in chiave ironica perché non ha senso spiegare la trama di un film):


Il film è appena iniziato, neanche due minuti di proiezione che subito a tradimento appare un Peter Jackson beffardo e selvatico e compare nel mio volto un mezzo sorriso.

Comunque ci ritroviamo a Brea (occhiolino) e precisamente nella locanda il Puledro Impennato (occhiolino) dove Gandalf dice a Thorin varie cose che noi sappiamo già.
Vabbè a noi non importa, già le citazioni e il cameo valevano il flashback.
Elissi temporale........
Dopo essere stati accompagnati in volo dalle Aquile e scaricati a circa 90000 piedi (di hobbit) di distanza dalla montagna, i nostri "eroi" (che poi eroi non sono) continuano la loro marcia per raggiungere l'altura.
Ovviamente l'orco (o orchetto? O goblin?) Azog il Discriminato (è l'unico orco albino esistente al mondo) è sulle loro tracce, ma L'Oscuro Padrone lo richiama per dargli un'importante missione, ovvero....... conquistare il mondo guidare le armate del Male (musica drammatica).
Naturalmente Azog vorrebbe la morte di Thorin e così manda un cyber orco a fare il lavoro sporco....


Lei è Sarah Connor?

Nel frattempo i nani, lo hobbit e Gandalf incrociano la loro strada con un muta-pelle, che ci ricorda di come gli orchetti siano un popolo dedito al male.
E io che pensavo che fossero delle brave persone.......
Dopo un lauto pasto, la Compagnia Spedizione riparte e arrivano nei pressi della Foresta Oscura altresì conosciuta come Bosco Atro, che è effettivamente una Foresta Oscura o un Atro Bosco (musica drammatica).
Gandalf però non si addentra nella foresta, lui ha una sua missione personale che gli viene in mente lì per lì sul momento.
Molto probabilmente ha visto la Foresta Oscura e ha pensato "Sti mazzi, io faccio il giro largo!"
Avverte il gruppo che la Foresta Oscura è Oscura e li abbandona al loro destino, pur essendo l'unico della spedizione a saperne qualcosa di magia.

Uno stregone non arriva mai in ritardo! Neanche quando fa il giro largo.


Mentre il gruppo di nani e Bilbo si perdono nell'oscurità della Foresta Oscura, Gandalf fa delle sconvolgenti scoperte a riguardo dell'Oscuro Padrone.....

Ma per scoprirle dovrete guardare "The Hobbit (2) - La desolazione di Smaug", perché qui non si fanno spoiler.
Come sempre passiamo alle mie considerazioni personali riguardanti la pellicola.
"The Hobbit - La desolazione di Smaug" non perde mai un attimo.
A differenza del precedente episodio/capitolo qui l'azione e l'avventura sono sempre presenti e hanno un ruolo fondamentale all'interno del film.
Non solo la regia di Peter Jackson esalta l'epicità della cerca del gruppo di avventurieri, ma anche tutto il restante comparto tecnico e artistico regala un sacco di emozioni e di stupendi momenti di pura bellezza estetica.
Come ovvio che sia ci sono infinite panoramiche sulle lande neozelandesi di rara suggestione e bellezza paesaggistica, che danno la sensazione di una terra sospesa nel tempo, ma sopratutto sono gli effetti speciali a essere padroni assoluti dei momenti più emozionanti.
Chi mi conosce o chi mi segue, sa che non sono un cultore della computer grafica, chiuso un occhio sugli orchetti in CGI e chiuso un occhio su un certo "premio oscar gigante", gli effetti speciali sono spettacolari.
Del resto stiamo parlando della Weta, una delle migliori nel mercato se non la migliore (mio parere personale da quasi totale snobbatore della computer grafica).
Effetti speciali che forniscono una notevole profondità alle immense architetture naniche, rendendole davvero immense e imponenti da rubare praticamente la scena ai paesaggi veri e propri.
Come poi non citare le scene ambientate nel Bosco Atro?
Io ho sempre avuto un odio viscerale per qualunque essere invertebrato e vedere quelle creature (non vi spoilero niente) riprodotte in una maniera così verosimile, mi ha fatto venire qualche brivido lungo la schiena.
Se ripenso ancora ai movimenti delle zampe e delle mandibole mi viene la pelle d'oca ancora adesso.
"The Hobbit - La desolazione di Smaug" esattamente come il primo capitolo e come la trilogia del Signore degli Anelli non solo ci propone un'avventura epica, ricca d'azione e momenti da cardiopalma, ma anche ironici e semi parodistici inserti comici.
Ovviamente i nani sono i disimpegni comici perfetti e nonostante non tutti i tredici nani abbiano una personalità definita o definibile, ve ne sono alcuni che spiccano rispetto agli altri e che attirano la nostra simpatia.
Rispetto al primo capitolo, qui Bilbo non mi ha particolarmente colpito.
La sua lenta evoluzione e la sua psicologia passano quasi in sordina, oscurata sopratutto dalla carismatica presenza di alcuni nani e sopratutto di Gandalf.
Molto probabilmente la compattezza del gruppo e il numero elevato di colleghi non lo esalta perfettamente, tanto che è spesso usato in senso narrativo come un Deus Ex Machina.
Ciò non toglie che vi siano grandi momenti in cui Bilbo si dimostra un personaggio importante, in particolare nello "scontro" contro il drago.
Già, finalmente vediamo Smaug.
Perché dico finalmente?
Nel primo capitolo a parte qualche spruzzata di fuoco e una nera figura volante, il drago non veniva quasi mai mostrato e la cosa non mi era particolarmente andata a genio.
Comunque qui vediamo Smaug in tutta la sua draconica presenza, esaltato da una computer grafica dettagliata e curata, ma sopratutto da una personalità carismatica che a mani basse ha conquistato il ruolo di "figo".
Smaug per certi versi mi è sembrato un supercattivo, uno di quei antagonisti che appaiono nei film di 007.
Insomma un pomposo, megalomane e logorroico cattivone che parla, parla, parla, parla, parla, parla e parla giocando con Bilbo come farebbe il gatto con il topo.
In questo caso il doppiaggio di Luca Ward s’integra perfettamente con la creatura in computer grafica, rendendola un personaggio interessante e carismatico.
Lasciamo da parte Smaug e parliamo della "tipa interessante".
Pur avendo una particolare attrazione fisica verso le donne dai capelli rossi e pur riconoscendo che Tauriel non è per nostra fortuna la solita damigella in pericolo, il triangolo amoroso non aveva un senso compiuto, poiché troppo sbrigativo nel manifestarsi dell'amore o dell'interessamento amoroso.
Quindi se da una parte approvo l'idea di inserire un personaggio femminile forte in una storia prettamente maschile, dall'altra devo comunque bocciare l'idea dell'amore impossibile che ricorda troppo i recenti paranormal romance che hanno inondato il genere e le librerie.
Dunque "The Hobbit (2)" è sicuramente un'opera divertente e appassionante da vedere, il montaggio e la regia forniscono brio e ritmo all'azione e all'avventura riducendo al minimo i tempi morti o le lungaggini.
L'inserimento di piccoli "sketch" comici forniscono ulteriore divertimento ed esaltano l'idea della "scanzonata" e improbabile compagnia di "eroi".
Le scenografie reali ovvero i paesaggi della Nuova Zelanda, esattamente come in passato nella trilogia del Signore degli Anelli sono stupende e quasi fiabesche, mentre le scenografie virtuali ma mastodontiche degli interni levano il fiato e rapiscono lo sguardo stranito da cotanta bellezza.
I personaggi principali e secondari sono molti e molto spesso alcuni di loro non spiccano rispetto ad altri dalla personalità o dal carisma più caratterizzato.
La colonna sonora sinfonica e orchestrale accompagna le avventure della Spedizione, fornendo ulteriore epicità all'azione e amalgamandosi perfettamente con le ambientazioni e le scenografie.
Nonostante alcuni effetti speciali non propriamente speciali (mi chiedo perché gli orchi siano in computer grafica), nel complesso gli effetti in computer grafica sono immensi e nella maggior parte dei casi ben curati.
Se proprio devo trovare un difetto a questa pellicola, forse dovremmo dire che il montaggio delle scene d'azione, sopratutto quelle con protagonisti gli elfi, è troppo veloce e confusionario.
Comprendo che abbiano voluto far capire che gli elfi sono fighi e ultra mega addestrati, ma forse un'azione più "lenta" avrebbe reso gli scontri molto più epici e sopratutto più facili da seguire.
Il triangolo amoroso era meglio lasciarlo perdere, sopratutto perché che cosa verrebbe mai fuori da un'unione del genere? Un nanolfo?
Chiudo dicendo che mi sono divertito un sacco a vedere "The Hobbit (2) (non ho voglia di scrivere il titolo intero)" e che mi serviva proprio una pellicola leggera di puro e semplice intrattenimento fantasy.
Come sempre vi saluto, Ciao Mondo.
P.S.: Ma aspettate, dov'è che avevano portato gli hobbit?

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